Escitalopram: a cosa serve, dosaggio ed effetti collaterali
Escitalopram contiene escitalopram ed è un SSRI, cioè un inibitore selettivo della ricaptazione della serotonina. Si utilizza per la depressione e i disturbi d'ansia. Il farmaco è soggetto a prescrizione medica e viene prescritto dopo una valutazione clinica del paziente. In questa pagina trovi a cosa serve, come si assume, quali effetti indesiderati vengono segnalati più spesso, quali segnali richiedono un contatto medico e quali regole valgono per la continuità della terapia.
A cosa serve l'escitalopram
L'escitalopram si utilizza negli episodi depressivi maggiori, nel disturbo di panico con o senza agorafobia, nel disturbo d'ansia sociale, nel disturbo d'ansia generalizzato e nel disturbo ossessivo-compulsivo. È uno dei principi attivi più impiegati in questo ambito perché ha un profilo di interazioni relativamente contenuto rispetto ad altri antidepressivi, il che ne semplifica l'uso in chi assume già altre terapie.
Il principio attivo è l'enantiomero attivo del citalopram e agisce aumentando la disponibilità di serotonina nelle sinapsi del sistema nervoso centrale, con un'azione selettiva che coinvolge in misura minore altri sistemi di neurotrasmettitori. Da questa selettività dipendono sia la tollerabilità complessiva sia il tipo di effetti indesiderati più frequenti, che riguardano soprattutto l'apparato digerente e la sfera sessuale.
Un punto va detto con chiarezza. La diagnosi di depressione o di disturbo d'ansia non si stabilisce compilando un modulo: richiede un colloquio clinico, l'esclusione di cause organiche, per esempio tiroidee, e la valutazione del rischio suicidario. Per questo una prima diagnosi e un primo avvio di terapia appartengono al medico che visita la persona, non a una valutazione a distanza.
Effetti collaterali dell'escitalopram
I disturbi segnalati più spesso compaiono nelle prime settimane e spesso si attenuano: nausea, cefalea, sonnolenza oppure insonnia, sudorazione, secchezza delle fauci, diarrea, riduzione dell'appetito, capogiri e disfunzioni sessuali, che possono invece persistere per tutta la durata del trattamento e vanno riferite al medico invece di essere subite in silenzio.
Alcuni segnali richiedono un contatto medico senza attendere: battito cardiaco irregolare, svenimenti o capogiri intensi, perché l'escitalopram può prolungare l'intervallo QT sul tracciato elettrocardiografico, soprattutto alle dosi più alte e in associazione con altri farmaci che hanno lo stesso effetto; agitazione, confusione, febbre, rigidità muscolare e battito accelerato, compatibili con una sindrome serotoninergica; nausea con confusione, debolezza e crampi, che possono accompagnare una riduzione del sodio nel sangue, più frequente negli anziani. Va riferita anche la comparsa di lividi o sanguinamenti insoliti.
Un'avvertenza riguarda specificamente i farmaci antidepressivi: nelle prime settimane di trattamento e dopo ogni variazione della dose possono aumentare temporaneamente ansia, agitazione, insonnia e pensieri di farsi del male, in modo più evidente nelle persone al di sotto dei 25 anni di età. Chi nota questi segnali deve parlarne con il medico; in emergenza il numero unico è il 112 ed è attivo il servizio di ascolto di Telefono Amico Italia.
Dosaggio e come si assume
La dose iniziale, l'eventuale aumento e la durata li stabilisce il medico in base all'indicazione, all'età, alla funzione del fegato e alla risposta, quindi questa pagina non riporta schemi posologici: lo schema valido è quello scritto sulla prescrizione medica e ripetuto nel foglietto illustrativo della confezione ricevuta. Nelle persone anziane e in presenza di problemi epatici sono previste dosi più basse.
Alcune regole pratiche valgono sempre. Si assume una volta al giorno, allo stesso orario, con o senza cibo; chi avverte sonnolenza spesso si trova meglio con l'assunzione serale, chi avverte insonnia con quella mattutina, ma l'orario va concordato e poi mantenuto stabile. Se un'assunzione viene dimenticata si riprende con quella successiva, senza raddoppiare la dose.
Due punti contano più degli altri. Il primo è la pazienza: l'effetto sul tono dell'umore e sull'ansia si costruisce nell'arco di settimane, mentre gli effetti indesiderati compaiono prima, e nei disturbi d'ansia è frequente un peggioramento transitorio all'inizio. Il secondo è che il trattamento non va interrotto di propria iniziativa: la sospensione brusca può provocare capogiri, sensazioni simili a scosse elettriche, disturbi del sonno, ansia, irritabilità e nausea. La riduzione graduale va concordata con il medico.
L'escitalopram ha bisogno della ricetta medica?
Sì. In Italia l'escitalopram è un medicinale soggetto a prescrizione medica e nessuna farmacia può dispensarlo senza un documento valido, in nessun dosaggio. Non esiste una versione da banco, e i prodotti presentati in rete come alternativa naturale a un antidepressivo non hanno lo stesso profilo di efficacia e sicurezza; alcuni, come l'iperico, interagiscono con i farmaci serotoninergici e non sono innocui.
L'obbligo ha ragioni cliniche precise. Prima di prescrivere occorre escludere l'uso di inibitori delle monoaminossidasi e di pimozide, escludere i farmaci che prolungano l'intervallo QT, valutare la funzione epatica, riconoscere un eventuale disturbo bipolare e valutare il rischio suicidario. Sono verifiche che una vendita libera non permetterebbe.
L'escitalopram non rientra tra le sostanze stupefacenti e psicotrope escluse dalla prescrizione transfrontaliera: appartiene alla classe degli antidepressivi, che segue le regole ordinarie. Chi è già in trattamento e ha bisogno di un documento per proseguirlo trova le condizioni nella sezione dedicata al rinnovo della prescrizione.
Prezzo e rimborsabilità
Il prezzo al pubblico di ogni confezione e la classe di rimborsabilità (A a carico del Servizio Sanitario Nazionale, C a carico del cittadino, H di uso ospedaliero) sono pubblicati nella banca dati dei farmaci dell'AIFA. Quella è la fonte da consultare, perché i valori cambiano nel tempo e differiscono tra confezioni e produttori; su diversi medicinali rimborsati alcune Regioni applicano inoltre una quota fissa di compartecipazione.
Una precisazione sul nostro servizio, per evitare equivoci. Non vendiamo farmaci e non gestiamo alcun canale di spedizione: il medicinale si ritira in qualsiasi farmacia, che applica il prezzo stabilito, del tutto indipendente da noi. Ciò che si paga a MEDINOW è esclusivamente la valutazione medica della richiesta, un servizio privato che non è in convenzione con il SSN.
Questa pagina ha finalità informative sul principio attivo e non costituisce una proposta di vendita di un medicinale. Non indichiamo né segnaliamo farmacie: la scelta della farmacia resta del paziente.
Perché non valutiamo l'escitalopram a distanza
Al momento non valutiamo online gli antidepressivi, nemmeno per proseguire una terapia già impostata da un medico. Su questa pagina non c'è quindi nulla da ordinare e non ti viene addebitato nulla. Il motivo sta nella natura del servizio: un questionario scritto, valutato sulla documentazione, senza videochiamata e senza colloquio telefonico. La dose di un antidepressivo si regola sull'umore, sul sonno e sulla tollerabilità, e questa regolazione spetta al medico che ti segue e può parlarti. Una prima impostazione della terapia non passa comunque mai da una valutazione a distanza.
Se la tua confezione sta per finire, rivolgiti per tempo al medico di medicina generale o allo specialista che ti segue, e non interrompere l'escitalopram di tua iniziativa: la sospensione brusca può causare sintomi da interruzione. In caso di peggioramento rapido o di pensieri suicidari contatta subito il medico curante, la guardia medica o, in emergenza, il 112.
Interazioni e alcol
L'alcol è sconsigliato durante il trattamento con escitalopram. Non c'è un divieto formale, ma l'alcol accentua sonnolenza e riduzione dei riflessi, peggiora il tono dell'umore e la qualità del sonno e rende più difficile capire se un cambiamento dipende dalla terapia o dal bere. Nei disturbi d'ansia il consumo serale è inoltre una delle cause più comuni di risvegli e di peggioramento dei sintomi.
Alcune associazioni non sono ammesse: gli inibitori delle monoaminossidasi, con l'intervallo di sicurezza indicato nel foglietto illustrativo, e la pimozide. I farmaci che prolungano l'intervallo QT, tra cui alcuni antiaritmici, antipsicotici e antibiotici, non vanno associati all'escitalopram: l'effetto si somma e il riassunto delle caratteristiche del prodotto considera quella combinazione controindicata.
Contano poi due gruppi. I farmaci che aumentano l'attività serotoninergica, tra cui altri antidepressivi, i triptani per l'emicrania, il tramadolo, il litio e l'iperico, per il rischio di sindrome serotoninergica. E i farmaci che aumentano il rischio di sanguinamento, come antinfiammatori non steroidei, acido acetilsalicilico e anticoagulanti orali. Va segnalato anche l'uso di medicinali che inibiscono l'enzima CYP2C19, per esempio l'omeprazolo, perché possono aumentare la concentrazione dell'escitalopram nel sangue. Tutti i trattamenti in corso, compresi i prodotti da banco e a base di erbe, vanno dichiarati.
Controindicazioni
L'escitalopram non va assunto in caso di ipersensibilità al principio attivo o a uno degli eccipienti, in associazione con inibitori delle monoaminossidasi e in associazione con la pimozide. Non deve essere assunto neppure in presenza di un prolungamento noto dell'intervallo QT o di una sindrome congenita del QT lungo, e anche l'associazione con altri farmaci che prolungano l'intervallo QT è controindicata: tutte queste voci hanno lo stesso peso e nessuna di esse è una semplice raccomandazione di cautela.
Richiedono cautela alcune situazioni cliniche: un disturbo bipolare o episodi di mania nella storia clinica, perché un antidepressivo assunto da solo può favorire un viraggio; l'epilessia; il glaucoma ad angolo stretto; una storia di sanguinamenti o l'uso concomitante di anticoagulanti; disturbi elettrolitici come una riduzione di potassio o magnesio; l'insufficienza epatica e l'età avanzata, che comportano dosi più basse.
Merita una menzione a parte l'uso in età pediatrica e nei giovani adulti: in questa fascia il rischio di comportamenti suicidari nelle prime fasi del trattamento è più elevato, quindi la sorveglianza deve essere ravvicinata e affidata a un medico che segua direttamente la persona. Anche il diabete richiede attenzione, perché il controllo della glicemia può modificarsi e la terapia antidiabetica può dover essere adattata.
Generico e nome commerciale
Escitalopram è la denominazione comune internazionale del principio attivo. In Italia è disponibile con diversi nomi di fantasia e come medicinale equivalente, in compresse rivestite e in gocce orali: il medicinale equivalente contiene la stessa quantità dello stesso principio attivo, è bioequivalente al prodotto di riferimento e viene valutato con gli stessi criteri di qualità.
Nelle prescrizioni transfrontaliere il principio attivo conta più del nome commerciale. La normativa europea prevede che il documento riporti la denominazione comune internazionale, proprio perché i nomi di fantasia cambiano da un Paese all'altro e il farmacista deve poter identificare il medicinale con certezza.
Una distinzione importante: escitalopram e citalopram non sono lo stesso medicinale. L'escitalopram è l'enantiomero attivo del citalopram, quindi i dosaggi non sono sovrapponibili e non si passa dall'uno all'altro mantenendo lo stesso numero di milligrammi. Lo stesso vale per il passaggio verso o da un altro antidepressivo, come la sertralina o la duloxetina: è una decisione medica che richiede uno schema di transizione. Attenzione anche al cambio di formulazione tra compresse e gocce, che non si fa a occhio.
In gravidanza e allattamento
In gravidanza l'escitalopram si assume soltanto se il medico ritiene che il beneficio superi il rischio. La decisione è delicata in entrambe le direzioni: interrompere di propria iniziativa un antidepressivo perché si scopre una gravidanza può provocare sintomi da sospensione e una ricaduta, che a sua volta ha conseguenze sulla salute della persona e della gravidanza. La regola pratica è parlarne con il medico prima di cambiare qualcosa.
Quando il farmaco viene assunto nelle fasi finali della gravidanza, nel neonato possono comparire disturbi transitori di adattamento, per esempio irritabilità, tremori, difficoltà nell'alimentazione o nella respirazione; l'uso degli SSRI nell'ultima parte della gravidanza è stato inoltre associato a un aumento della probabilità di ipertensione polmonare persistente del neonato, una condizione rara. Sono elementi che il personale che assiste il parto deve conoscere in anticipo.
Il principio attivo passa nel latte materno; l'allattamento va discusso con il medico, che valuta dose, alternative e condizioni del lattante. Chi è in gravidanza, sta allattando o sta programmando una gravidanza deve dichiararlo nel questionario medico: è un dato che cambia la valutazione e la sua omissione la rende inaffidabile.
Foglietto illustrativo
Il foglietto illustrativo è contenuto in ogni confezione ed è la fonte vincolante per chi assume il medicinale: riporta l'elenco completo degli effetti indesiderati con le rispettive categorie di frequenza, le controindicazioni, le avvertenze sul rischio suicidario e sull'intervallo QT e le istruzioni sulla sospensione graduale.
Il testo aggiornato del foglietto illustrativo e del riassunto delle caratteristiche del prodotto di ogni confezione autorizzata in Italia si consulta nella banca dati dei farmaci dell'AIFA, ad accesso libero. Per i medicinali autorizzati a livello europeo la documentazione è disponibile anche sul sito dell'Agenzia europea per i medicinali.
Gli effetti indesiderati sospetti possono essere segnalati anche direttamente dai pazienti, attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza secondo le modalità indicate dall'AIFA. Per le domande su dose, durata e sospensione fai riferimento alla prescrizione medica e al foglietto illustrativo, non a riassunti trovati in rete, compresa questa pagina.
Autore e verifica medica
Il contenuto di questa pagina è redatto dalla redazione di MEDINOW Sp. z o.o. e verificato da lek. Damian Wojno, medico iscritto in Polonia, numero PWZ 3211301. Ultima verifica medica: 28 agosto 2026.
Una precisazione sulla qualifica, per trasparenza: il medico che valuta le richieste esercita in base all'abilitazione polacca e non è iscritto all'Ordine dei Medici italiano. Il documento che ne deriva è una prescrizione medica privata redatta secondo l'allegato della direttiva 2012/52/UE, che elenca i dati necessari perché una prescrizione sia riconoscibile in un altro Stato membro; viene inviato in PDF via e-mail e in farmacia si presenta insieme a un documento d'identità.
Questa pagina ha carattere informativo e non sostituisce la visita medica né una presa in carico psichiatrica. Se stai male, se hai pensieri di farti del male o se i disturbi peggiorano, rivolgiti al tuo medico di base, alla guardia medica, al servizio di ascolto di Telefono Amico Italia oppure al 112.
Escitalopram ha bisogno della ricetta?
Sì. È un medicinale soggetto a prescrizione medica e la farmacia non può dispensarlo senza un documento valido, in nessun dosaggio. L'obbligo esiste perché prima serve escludere associazioni non ammesse come gli inibitori delle monoaminossidasi e la pimozide, valutare i farmaci che prolungano l'intervallo QT e considerare il rischio suicidario. Non esiste una versione da banco.
Quanto tempo impiega a fare effetto?
L'effetto sul tono dell'umore e sull'ansia si costruisce nell'arco di settimane, mentre gli effetti indesiderati compaiono prima; nei disturbi d'ansia è frequente un peggioramento transitorio nei primi giorni. Non è un motivo per interrompere di propria iniziativa, ma va riferito al medico, che valuta la risposta e ogni eventuale modifica della dose.
Quali sono gli effetti collaterali più comuni?
Nausea, cefalea, sonnolenza o insonnia, sudorazione, secchezza delle fauci, diarrea, capogiri e disfunzioni sessuali, queste ultime spesso persistenti. Richiedono un contatto medico il battito irregolare, la sindrome serotoninergica, la riduzione del sodio nel sangue e la comparsa di pensieri di farsi del male. Le categorie formali di frequenza sono nel foglietto illustrativo.
Si può assumere con alcol?
Non c'è un divieto formale, ma l'alcol è sconsigliato: accentua sonnolenza e riduzione dei riflessi, peggiora umore e qualità del sonno e rende difficile distinguere gli effetti della terapia da quelli del bere. Nei disturbi d'ansia il consumo serale è una causa frequente di risvegli e di peggioramento dei sintomi.
Come rinnovare la prescrizione?
Non tramite noi. Al momento non valutiamo online gli antidepressivi, nemmeno per la prosecuzione di una terapia già in corso, e per questo farmaco non ti viene addebitato nulla. Per il rinnovo rivolgiti per tempo al medico di medicina generale o allo specialista che ti segue.