Primi sintomi di cistite: quando basta un questionario e quando no
Bruciore urinando e stimolo frequente: come capire se i primi sintomi di cistite si prestano a un questionario medico o richiedono una visita. Il percorso riguarda solo la cistite non complicata della donna adulta che non è in gravidanza; febbre, dolore al fianco e infezioni ripetute portano invece dal medico di persona.
Come si presentano i primi sintomi
La cistite è un'infiammazione della vescica, causata nella grande maggioranza dei casi da batteri che risalgono dall'uretra. Nella donna l'esordio è riconoscibile: bruciore o dolore quando si urina, bisogno di urinare spesso emettendo poca urina, urgenza difficile da trattenere, fastidio o peso nella parte bassa della pancia, sopra il pube. Le urine possono essere torbide e avere un odore più forte del solito.
Altrettanto importante è ciò che manca. Febbre, brividi, dolore al fianco o nella zona lombare e vomito indicano che l'infezione potrebbe aver raggiunto il rene. Perdite vaginali insolite o prurito orientano invece verso un'infezione vaginale o sessualmente trasmessa, che si cura in modo diverso. Riconoscere questi segnali è il primo filtro per capire se un questionario è lo strumento giusto.
Quando la valutazione con il questionario ha senso
Il percorso è pensato per un caso preciso: la cistite non complicata in una donna adulta che non è in gravidanza. Ha senso quando i sintomi sono quelli tipici e sono comparsi da poco, non c'è febbre né dolore al fianco, non ci sono perdite vaginali insolite, non si tratta di infezioni ripetute e non ci sono condizioni che complicano il quadro, come un catetere, una malattia renale o il diabete.
In questa situazione un medico può decidere sulla base delle informazioni scritte, perché il quadro si riconosce dalla descrizione. Anche quando tutte le condizioni sono rispettate, però, il medico può ritenere necessario un esame delle urine, chiedere chiarimenti oppure non rilasciare la prescrizione.
Quando il questionario non basta
In alcune situazioni la valutazione deve avvenire di persona. Negli uomini un'infezione urinaria non si considera semplice e richiede una visita. In gravidanza la gestisce il medico o l'ostetrica che segue la gravidanza, perché anche un'infezione senza sintomi va trattata e controllata. Febbre, brividi, dolore al fianco o nella zona lombare e vomito richiedono di contattare con urgenza un medico, la guardia medica o il pronto soccorso.
Serve una visita anche quando i sintomi durano da più di sette giorni, quando si tratta almeno della terza infezione in un anno o della seconda in sei mesi, e in presenza di catetere, malattia renale o diabete: in questi casi di solito si esegue un'urinocoltura, che identifica il batterio e l'antibiotico efficace. Lo stesso vale se i sintomi non migliorano dopo un paio di giorni di terapia o peggiorano mentre la si assume.
Antibiotico sì, ma solo quando serve
Non ogni bruciore urinario richiede un antibiotico. Le linee guida del NICE sulla cistite descrivono anche la possibilità, nelle forme lievi, di tenere sotto controllo l'andamento e di usare l'antibiotico solo se i sintomi non migliorano o peggiorano. Usare gli antibiotici quando sono davvero indicati è il modo più efficace per contrastare la resistenza batterica, contro cui il Ministero della Salute ha adottato un piano nazionale.
Quando il medico ritiene indicato un antibiotico, i principi attivi usati per la cistite non complicata sono tre. La fosfomicina si assume in dose singola. La nitrofurantoina si assume per alcuni giorni, non è adatta in caso di funzione renale ridotta e può colorare le urine di giallo scuro o di marrone. La pivmecillina è una penicillina, anch'essa da assumere per alcuni giorni, e non si usa in chi è allergico alle penicilline. Gli effetti indesiderati più comuni sono disturbi gastrointestinali come nausea o diarrea. Lo schema indicato dal medico va completato, anche se i sintomi scompaiono prima.
Che cosa fare in attesa della valutazione
Bere a sufficienza per non disidratarsi aiuta a stare meglio. Per il dolore si può usare un comune antidolorifico da banco, se lo si tollera e non ci sono controindicazioni personali. Conviene non trattenere a lungo l'urina e annotare quando sono iniziati i sintomi e come si evolvono, perché sono proprio le informazioni che il medico chiede.
Non è una buona idea assumere un antibiotico avanzato da un'infezione precedente o prescritto a un'altra persona: dose e durata potrebbero non essere quelle giuste, e un trattamento incompleto favorisce la resistenza. Se nel frattempo compaiono febbre, dolore al fianco o vomito, la richiesta online non è più la strada giusta e serve un medico di persona.
Dal questionario alla farmacia
Il questionario chiede se la richiesta riguarda un uomo, se ci sono febbre, brividi, dolore al fianco o lombare o vomito, se c'è una gravidanza, se i sintomi durano da più di sette giorni, se è almeno la terza infezione nell'anno o la seconda in sei mesi, se ci sono catetere, malattia renale o diabete, e se ci sono perdite vaginali insolite o prurito. Alcune risposte mostrano un avviso che invita a rivolgersi a un medico sul posto; la decisione finale resta comunque del medico, che valuta senza videochiamata né telefonata e può scrivere per e-mail.
Se la valutazione è favorevole, la prescrizione arriva per e-mail in PDF, redatta secondo la direttiva di esecuzione 2012/52/UE. Si può stampare o mostrare dal telefono e si presenta in farmacia con un documento di identità; la consegna del farmaco è decisa dal farmacista. Trattandosi di una prescrizione privata di un medico iscritto in Polonia, l'antibiotico si paga per intero.
Posso chiedere un antibiotico da tenere in casa per la prossima volta?
No. La prescrizione riguarda l'episodio descritto nel questionario. Chi ha cistiti frequenti dovrebbe farsi valutare di persona, con un'urinocoltura, per capire perché le infezioni si ripetono.
Ho già avuto la cistite e riconosco i sintomi: basta per il questionario?
L'esperienza precedente aiuta a descrivere bene i sintomi, ma da sola non basta. Conta anche quante infezioni ci sono state di recente: dalla terza in un anno, o dalla seconda in sei mesi, serve una visita.
Serve sempre l'esame delle urine?
Non sempre. In una donna adulta con sintomi tipici e senza fattori di complicazione il medico può decidere senza esami, ma può chiederli quando qualcosa non torna. Nelle infezioni ripetute, in gravidanza, negli uomini e quando i sintomi persistono, l'urinocoltura è di solito necessaria.
Che cosa faccio se durante la terapia compare la febbre?
Contatti con urgenza un medico, la guardia medica o il pronto soccorso. Febbre, dolore al fianco o vomito possono indicare un'infezione del rene, che non si gestisce con un questionario.